Ogni collezione nasce da un’intuizione. Ma tra l’intuizione e il tessuto finito esiste un percorso lungo, fatto di osservazione, ricerca, studio e interpretazione.
Per uno stilista tessile, creare una collezione significa prima di tutto imparare a guardare il mondo con occhi diversi. Le fonti di ispirazione possono arrivare da un viaggio, da un’opera d’arte, da un paesaggio o da un dettaglio apparentemente insignificante. L’obiettivo non è copiare la realtà, ma tradurla in colori, texture, pesi e sensazioni.
Storia di una collezione
Per la collezione Geologie, il punto di partenza è stato il linguaggio silenzioso della terra. Le rocce sedimentarie, le superfici modellate dal vento, le stratificazioni minerali e i paesaggi alpini immersi nella nebbia hanno rappresentato il primo riferimento visivo. Il lavoro di ricerca si è sviluppato attraverso la raccolta di immagini, materiali e suggestioni provenienti dal mondo naturale: fotografie di cave e montagne, dettagli di pietre levigate dall’acqua, minerali opachi attraversati da riflessi metallici, superfici erose dal tempo.
Da questa fase nasce il moodboard, uno strumento fondamentale per ogni designer. È qui che colori, forme, sensazioni e materiali iniziano a dialogare tra loro, trasformandosi progressivamente in una direzione stilistica coerente. Nel caso di Geologie, il racconto si è costruito attorno a una palette di grafiti profondi, verdi lichene, marroni torba, blu petrolio e avori nebbia, colori capaci di evocare la forza primordiale della natura e la sua eleganza più autentica.
Oltre la vista: il tatto
La ricerca è poi proseguita sul piano tecnico. Come trasformare una parete rocciosa in un tessuto? Come restituire la sensazione di una pietra levigata o di una superficie minerale? La risposta è arrivata attraverso la sperimentazione di strutture tessili tridimensionali, lane cotte compatte, bouclé irregolari, flanelle ultra-soft e tweed caratterizzati da microeffetti materici. Ogni tessuto è stato progettato per evocare una sensazione tattile prima ancora che visiva.
La lana si è rivelata il mezzo espressivo ideale per questo racconto. Calda, avvolgente, autentica, capace di assumere forme e consistenze diverse mantenendo intatto il proprio carattere naturale. In Geologie, la materia non è soltanto un elemento tecnico, ma diventa linguaggio, emozione e identità. Il risultato è una collezione che racconta il rapporto tra uomo e natura attraverso tessuti che custodiscono la memoria della terra, delle sue trasformazioni e del tempo che la modella.
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Padiglione 7 – Stand L10
Sarà l’occasione per toccare con mano i tessuti, conoscere il percorso creativo che li ha generati e condividere la nostra visione della lana contemporanea.